Allora, diciamo che dopo mesi di chiacchiere, leak, e render, Google ha finalmente tirato fuori il suo asso nella manica. Il Pixel 10 Pro è qui, in due versioni, e come al solito si fa portavoce della filosofia di Google: hardware al servizio del software. Siamo nel 2025, il decimo anno di Pixel, e l’azienda di Mountain View si presenta con la sua nuova gamma di punta, che include il Pixel 10 Pro e il fratello maggiore, il Pixel 10 Pro XL. Presentati il 20 agosto e disponibili dal 28 agosto 2025, si posizionano come i veri flagship Android nel mercato smartphone. La domanda è sempre quella, insomma: è finalmente un telefono che compete senza se e senza ma? È il telefono definitivo? O il solito “vorrei ma non posso”? Andiamo a vederlo insieme in questa recensione Pixel 10 Pro.
Scheda Tecnica
Display
Super Actua da 161 mm
1280 x 2856 a 495 PPI
Processore
Google Tensor G5
Coprocessore di sicurezza Titan M2
Memoria
16 GB RAM
Storage
128, 256, 512, 1024 Gb
Camera
50 Mp Grandangolo
48 Mp Macro
48 Mp Tele 5x ottico
42 Mp Frontale
Batteria
4.870 mAh
Sistema Op
Android 16
DImensioni
207 g
152,8 x 72 x 8,6 mm
Connettività
5G
Dual SIM (nano+eSim)
Wi-Fi 7
La nostra valutazione
Il Google Pixel 10 Pro rappresenta il culmine di dieci anni di evoluzione nella linea Pixel. Presentato nel 2025, questo smartphone porta con sé un mix di design raffinato, display all’avanguardia, processore Tensor G5 e un’integrazione profonda con l’intelligenza artificiale. Non si limita a inseguire i numeri, ma punta a offrire un’esperienza d’uso intelligente e personalizzata, supportata da 7 anni di aggiornamenti software. In breve, il Pixel 10 Pro è la sintesi della visione di Google: un telefono che mette hardware e software al servizio dell’utente.
Design e materiali
Display
Prestazioni
Fotocamera
Batteria
Software
Rapporto qualità-prezzo
Pro
Contro
A chi è consigliato:




Recensione Pixel 10 Pro: Panoramica Iniziale
Quando si prende in mano il Pixel 10 Pro per la prima volta, beh, la sensazione è di solidità. Niente da dire. Non c’è quella sensazione di anonimato che a volte affligge altri smartphone. Il feeling è quello a cui i Pixel ci hanno abituato: una costruzione curata, con una personalità ben definita grazie a quella barra fotografica che, insomma, o la ami o la odi. In questa decima generazione, Google ha scelto di affinare il design del Pixel 9, mantenendo l’iconica barra fotografica, ora con una forma ovale più pulita e integrata. Il telefono trasmette una “prima botta” di familiarità e robustezza, un segno che Google ha trovato la sua strada e non ha intenzione di abbandonarla.


| Specifiche | Pixel 10 Pro | Pixel 10 | Pixel 9 |
|---|---|---|---|
| Display | 6.3" Super Actua LTPO OLED • 1280×2856 • 1–120 Hz • 3300 nit • Victus 2 | 6.3" Actua OLED • 1080×2424 • 60–120 Hz • 2700 nit • Victus 2 | 6.3" Actua OLED • fino a 120 Hz • 2700 nit |
| Processore | Google Tensor G5 + Titan M2 | Google Tensor G5 + Titan M2 | Google Tensor G4 + Titan M2 |
| RAM | 16 GB | 16 GB | 12 GB |
| Storage | 128 GB UFS 3.1 • 256/512 GB, 1 TB Zoned UFS | 128/256/512 GB, 1 TB Zoned UFS | 128/256 GB |
| Batteria & ricarica | 4870 mAh • 24+ h • 100 h EBS • Cavo 30W • Pixelsnap Qi2 15W | 4700 mAh • 24+ h • 100 h EBS • Cavo 45W • Wireless rapida | 24+ h • 100 h EBS • Cavo 45W |
| Materiali & IP | Victus 2 fronte/retro • alluminio • IP68 | Victus 2 fronte/retro • alluminio • IP68 | Vetro fronte/retro • frame metallico • IP68 |
| Fotocamere post. | Tripla: 50 MP wide • 48 MP ultra-wide (Macro) • 48 MP tele 5× • Pro Res Zoom 100× | Doppia: 50 MP wide • 48 MP ultra-wide (Macro) • Super Res Zoom 8× | Doppia: 50 MP wide • 48 MP ultra-wide (Macro) • Super Res Zoom 8× |
| Frontale | 42 MP AF • FOV 103° | Selfie cam con AF | 10.5 MP AF • FOV 95° |
| Video | 8K 24/30 (Video Boost) • 4K 24/30/60 • 1080p 24/30/60 | 4K 24/30/60 • 1080p 24/30/60 | 4K 24/30/60 • 1080p 24/30/60 |
| OS & aggiornamenti | Android 16 • 7 anni update | Android 16 • 7 anni update | Android 14 • 7 anni update |
| AI & funzioni | Gemini Nano • Magic Cue • Circle to Search • Live Translate • Call Assist • Pixel Screenshots | Gemini Nano • Magic Cue • Circle to Search • Live Translate • Call Assist • Pixel Screenshots | Circle to Search • Live Translate • Call Assist |
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Nota: EBS = Extreme Battery Saver. Dati riassunti dal confronto ufficiale Google Store.
Design e Materiali
Il design del Pixel 10 Pro è, diciamo, il classico “se non è rotto, non aggiustarlo”. Il telefono mantiene una linea pulita e ben riconoscibile, con la scocca protetta da Gorilla Glass Victus 2 sia sul fronte che sul retro e un telaio in alluminio. Per differenziarsi dal modello base, i modelli Pro presentano una finitura opaca sul retro e lucida sui bordi, un tocco premium che al tatto conferisce una sensazione di maggior pregio.


L’ergonomia, un attimino, è differente tra i due modelli. Il Pixel 10 Pro standard, con i suoi 207 grammi e uno spessore di 8.6 mm, si tiene bene in mano, un peso e dimensioni che lo rendono un compagno solido ma non eccessivamente ingombrante. Il fratello maggiore, il Pixel 10 Pro XL, con i suoi 232 grammi e dimensioni maggiorate, si fa sentire, un “bel mattoncino” per chi cerca la massima superficie di schermo.


Una delle novità più significative, che va oltre la pura estetica, è l’integrazione di Pixelsnap. Questa è la mossa di Google per supportare lo standard di ricarica wireless Qi2, incorporando dei magneti direttamente nel telaio del telefono. Questa funzionalità apre le porte a un ecosistema di accessori che fino ad oggi era, diciamolo, un punto di forza quasi esclusivo di Apple con MagSafe. Poter attaccare caricatori, power bank o supporti in modo magnetico e preciso senza la necessità di custodie speciali è un enorme passo avanti per l’esperienza utente Android. L’unico piccolo neo, che bisogna sottolineare, è che Google ha apportato delle leggere modifiche alle dimensioni rispetto alla generazione precedente, rendendo le vecchie custodie non compatibili. È una cosa super fastidiosa per chi voleva fare un upgrade semplice, ma è una mossa, insomma, che spesso si vede in questo settore.


Display
Il display è una delle aree in cui Google ha fatto un salto in avanti notevole. Entrambi i Pixel 10 Pro montano un pannello LTPO OLED, che Google chiama “Super Actua display“. Il Pixel 10 Pro ha un display da 6.3 pollici con una risoluzione 1280 x 2856 pixel, che si traduce in una densità di 495 PPI, un valore eccellente. Il Pixel 10 Pro XL, invece, sfoggia un pannello da 6.8 pollici a 1344 x 2992 pixel, con una densità leggermente inferiore di 486 PPI.


La vera chicca, comunque, è la frequenza di aggiornamento dinamica, che può variare da 1 a 120 Hz, garantendo un’esperienza fluida quando si scorrono i contenuti e, allo stesso tempo, un’ottimizzazione energetica quando lo schermo è statico. Ma il dato che fa davvero impressione è la luminosità di picco. Si parla di 3300 nit, un valore clamoroso che rende il display perfettamente leggibile anche “sotto al sole pieno”. Per un attimino, una luminosità del genere è un’arma a doppio taglio per la batteria. Proprio per questo, l’implementazione della tecnologia LTPO, che permette di abbassare la frequenza fino a 1 Hz, è la risposta di Google per bilanciare la fame di energia del pannello, preservando l’autonomia. È un esempio concreto di come un’ottima integrazione software e hardware possa risolvere un potenziale problema. I modelli Pro offrono anche un supporto per chi soffre di sensibilità al PWM, una funzionalità che dimostra l’attenzione di Google ai dettagli.
Prestazioni
Siamo arrivati al cuore del Pixel 10 Pro: il processore Google Tensor G5, affiancato dal co-processore di sicurezza Titan M2. La vera novità, il cambiamento epocale di questa generazione, è la produzione su processo a 3nm TSMC, un passo che allontana Google dalla dipendenza da Samsung per la produzione del chip. Questo si traduce in un miglioramento significativo dell’efficienza e della potenza. Google dichiara che la CPU Tensor G5 è il 34% più veloce in media rispetto al suo predecessore, e il TPU (l’unità di elaborazione per l’intelligenza artificiale) è il 60% più potente.


Entrambi i modelli Pro sono dotati di 16 GB di RAM, che assicura una fluidità pazzesca nel multitasking e nell’uso di app pesanti. Ma qui arriva un piccolo, ma importante, scivolone. La memoria interna, insomma, non è tutta uguale. Il modello base da 128 GB ha ancora lo storage UFS 3.1, mentre dal 256 GB in su si passa a Zoned UFS, una variante più veloce di UFS 4.0. Diciamo che questa è una chiara mossa commerciale per spingere gli utenti verso il taglio superiore. Se vuoi l’esperienza Pixel al 100%, senza “un attimino di impuntatura” nel caricamento di app o nel trasferimento di file, il taglio da 256 GB è quasi un acquisto obbligato.
La gestione del calore è affidata a una camera di vapore, presente solo sui modelli Pro. Questa soluzione permette al Tensor G5 di mantenere le temperature sotto controllo anche durante sessioni di gioco prolungate o carichi intensivi, compensando il potenziale surriscaldamento che ha afflitto le generazioni precedenti. Sebbene alcuni benchmark suggeriscano che il Tensor G5 possa essere ancora indietro rispetto ai top di gamma di Qualcomm per la potenza bruta, la strategia di Google è chiara: non punta alla pura forza, ma all’ottimizzazione e all’efficienza per l’IA, creando un’esperienza che la concorrenza non può replicare.
Fotocamere
Il comparto fotografico è da sempre il fiore all’occhiello dei Pixel, e con la serie 10 non fa eccezione. Il Pixel 10 Pro monta un sistema a tripla fotocamera, con un sensore principale da 50 MP, un ultra-grandangolare da 48 MP e un teleobiettivo periscopico da 48 MP con zoom ottico 5x. La fotocamera frontale , invece, è un sensore da 42 MP con autofocus.


Le foto, come vengono? Niente da dire. Le foto scattate di giorno sono fantastiche, con colori vivaci e una grande capacità di catturare le texture. L’ultra-grandangolare, sebbene perda un po’ di dettaglio ai bordi, cattura un campo visivo più ampio rispetto a diversi concorrenti. In notturna, il Night Sight migliorato continua a fare miracoli, tirando fuori scatti luminosi e dettagliati anche in condizioni di scarsa illuminazione.
Il teleobiettivo 5x è eccellente, un “punto di forza”. Ma è lo zoom digitale Pro Res Zoom fino a 100x che fa discutere. Diciamo che siamo lì, è un classico zoom IA, che genera risultati che, pur essendo utilizzabili, assomigliano un po’ a dei “quadri” o dei disegni a pastello. Certo, è migliore del super zoom Samsung in alcune situazioni, ma siamo ancora nel campo delle “foto assistite“, più che della fotografia pura.
Per i video, c’è un miglioramento nella stabilizzazione (Video Boost) e la possibilità di registrare in 8K a 30fps, anche se è un’opzione che richiede un’elaborazione via cloud.
Il vero punto di forza di questo comparto fotografico non sono tanto i megapixel, ma il cervello che li elabora. Il Tensor G5, con il suo ISP dedicato, dimostra che la vera battaglia non è sui numeri, ma sull’elaborazione computazionale. Google non ha bisogno di un hardware esagerato per battere la concorrenza, perché è l’intelligenza artificiale che fa la magia. Funzionalità come il nuovo Camera Coach, che ti dà consigli in tempo reale su come scattare la foto perfetta, e Add Me, che ti permette di inserire il fotografo in uno scatto di gruppo, sono la prova che il software è la vera star.
Batteria
La batteria è, insomma, sempre un argomento caldo. I modelli Pixel 10 Pro sono dotati di batterie rispettivamente da 4870 mAh e 5200 mAh. L’autonomia reale è buona, anche se può variare parecchio. Con un uso misto, grazie all’efficienza del Tensor G5 e del display LTPO, il telefono “arriva a sera senza problemi”, spesso con un buon 30-35% di carica residua. Tuttavia, come sempre, se si spinge con sessioni di gioco o stress test, la batteria cala più rapidamente, ma la gestione del Tensor G5 è migliorata nettamente.


Parlando di ricarica, Google non compete sui numeri folli visti su altri Android, ma offre un miglioramento incrementale. Il Pixel 10 Pro supporta la ricarica cablata 30W e quella wireless 15W, mentre il Pixel 10 Pro XL fa un passo avanti con 45W cablati e 25W wireless. C’è da dire che il caricabatterie non è incluso, un dettaglio ormai comune nel settore. Ma l’aspetto più interessante è il Pixelsnap, che permette una ricarica wireless più veloce e stabile. Il Pixel 10 Pro XL, con i suoi 45W via cavo e 25W wireless, si ricarica più velocemente di qualsiasi altro Pixel prima d’ora.
Software
Il software è il vero punto di forza di ogni Pixel, e la serie 10 non fa eccezione. Il telefono arriva con Android 16 stock, pulito, senza bloatware e con un’interfaccia utente Material 3 Expressive, che offre animazioni fluide e interazioni migliorate. Il software gira bene, è fluido e non dà “un attimino di impuntatura” nell’uso quotidiano.
| Funzionalità AI | Descrizione | Esecuzione | App/Contesto | Note |
|---|---|---|---|---|
| Gemini Nano | Modello on-device che abilita funzioni smart senza inviare dati al cloud. | On-device | Sistema, app Google | Migliora privacy e latenza. |
| Magic Cue | Assistente proattivo: suggerisce info rilevanti in base al contesto (es. dettagli volo nei Messaggi). | On-device + servizi | Messaggi/contesto di sistema | Non “invadente”, appare quando utile. |
| Voice Translate (chiamate) | Traduzione in tempo reale delle chiamate, abbatte le barriere linguistiche. | On-device | Telefono/Chiamate | Dipende da lingua/supporto locale. |
| Google AI Pro (1 anno incluso) | Accesso a funzioni avanzate di generazione (es. Imagen 4, Veo 3 per immagini/video). | Cloud | Servizi Google/Editor | Abbonamento incluso 12 mesi sui modelli Pro. |
Ma il vero valore è l’integrazione profonda dell’IA. Il telefono è il primo a montare il modello Gemini Nano, che gira interamente sul dispositivo grazie al Tensor G5. Le funzionalità AI sono, insomma, il motivo per cui si sceglie un Pixel. Magic Cue è il classico esempio di “c’è ma non si vede”: un assistente proattivo che ti suggerisce informazioni rilevanti in base al contesto, come condividere i dettagli di un volo quando un amico ti chiede a che ora atterri, direttamente dall’app Messaggi. C’è anche Voice Translate per tradurre le chiamate in tempo reale, una funzione che abbatte le barriere linguistiche. Inoltre, chi acquista un modello Pro riceve un anno gratuito di Google AI Pro, che sblocca funzioni avanzate di generazione video e immagini come Imagen 4 e Veo 3.
Infine, un punto che non si vede in scheda tecnica ma che è un game-changer per la longevità del telefono: la promessa di 7 anni di aggiornamenti software e di sicurezza. Non si tratta solo di un servizio, ma di una strategia che posiziona il Pixel come un investimento a lungo termine, a differenza di altri telefoni che diventano obsoleti molto più in fretta.
Rapporto Qualità-Prezzo
Il Pixel 10 Pro parte da un prezzo di 999 dollari negli USA, che si traduce in 1099 euro in Europa. Il Pixel 10 Pro XL, invece, ha un prezzo di lancio di 1199 dollari, ovvero 1299 euro.
Considerando il salto di qualità in termini di display, efficienza del processore e l’integrazione software, il prezzo è, insomma, giustificato. Tuttavia, bisogna ribadire il punto critico: l’esperienza completa non è disponibile sul modello base. L’intuizione è che la scelta di inserire lo storage UFS 3.1 sul modello da 128 GB sia una chiara mossa per spingere gli utenti verso il taglio da 256 GB, che offre prestazioni significativamente migliori e un valore più alto. Se vuoi il meglio che Google ha da offrire, devi spendere “un attimino di più” per il taglio superiore, il che rende il rapporto qualità-prezzo del modello da 128 GB un po’ meno convincente.
Conclusioni
Insomma, lo prendiamo o no? Il Google Pixel 10 Pro è un telefono che segna la maturità di una visione. Google ha smesso di rincorrere i numeri e si è concentrata su ciò che sa fare meglio: il software e l’intelligenza artificiale. Non è un telefono perfetto, per carità. Il modello da 128 GB ha un piccolo ma significativo punto debole a livello di storage, e la ricarica non è la più veloce sul mercato. Ma se cerchi il miglior “cervello” e il miglior software, un’esperienza d’uso che si adatta a te, e un telefono che ti accompagnerà per anni grazie a un supporto software senza precedenti, allora, diciamo che “siamo lì”. È un acquisto che vale ogni centesimo per l’utente giusto.





