Recensione Samsung Galaxy S26 Ultra: tanta potenza, poche sorprese

Scheda tecnica

Samsung Galaxy S26 Ultra

Display

  • Dynamic LTPO AMOLED 2X con Privacy Display integrato
  • 6,9 pollici
  • fino a 120 Hz
  • 1.440 x 3.120 px

Processore

  • Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5

Memoria

  • 12 / 16
  • 256 / 512 / 1024

Camera

  • 200 MP f/1.4 Principale
  • 10 MP f/2.4 Teleobiettivo 3x
  • 50 MP f/2.9 Teleobiettivo periscopico 5x
  • 50 MP f/1.9 Ultragrandangolo
  • 12 MP f/2.2

Batteria

  • 5.000 mAh
  • 25 W Qi2.2

Sistema Op.

  • Android 16 - One UI 8.5
  • 7 anni Android + 7 anni patch di sicurezza

Corpo

  • IP68
  • 163,6 x 78,1 x 7,9 mm
  • 214 g

Reti

  • 1
  • nfc
  • nano-SIM + nano-SIM/eSIM

Design e Materiali9.4
Display9.6
Prestazioni9.7
Fotocamera9.3
Software9.8
Batteria7.8
Qualità/Prezzo7.9
Giudizio Finale
9.2

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Con il Galaxy S26 Ultra Samsung introduce una funzione che nessun rivale Android offre: il Privacy Display, uno schermo che oscura la visuale laterale con un semplice tocco, senza pellicole. È la novità più chiacchierata dell’anno, ma non l’unica: sotto la scocca in alluminio Armor 2 più sottile e leggera del passato batte il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, il chip Android più veloce mai testato finora. Il comparto fotografico resta un quadrupla obiettivo da 200 MP con aperture più luminose per il notturno, mentre la batteria da 5.000 mAh guadagna finalmente la ricarica cablata a 60 W. Restano due nodi: quella stessa batteria, invariata da anni, e un prezzo di listino tra i più alti del segmento. Vediamo perché.

Più leggero, stesso carattere

Samsung torna all’alluminio dopo due generazioni di titanio, e il risultato si sente: il Galaxy S26 Ultra è il modello Ultra più sottile e leggero di sempre, 7,9 mm per 214 grammi, con angoli più arrotondati che migliorano la presa rispetto al modello precedente. Il vetro anteriore Gorilla Armor 2 conferma l’ottimo trattamento antiriflesso, uno dei migliori sul mercato per l’uso all’aperto, mentre il retro adotta Gorilla Glass Victus 2. La certificazione IP68 resta invariata, con alcuni recensori che avrebbero gradito il salto a IP69. Il modulo fotografico è ora rialzato e più definito, una scelta estetica che divide ma che in mano risulta più ordinata del design “generico” della generazione precedente.

Lo schermo che decide chi può guardarlo

Il pannello è un Dynamic LTPO AMOLED 2X da 6,9 pollici, risoluzione 1.440 x 3.120 pixel e refresh fino a 120 Hz, sostanzialmente identico a quello della generazione precedente in termini di tecnologia grezza. Il vero salto è il Privacy Display: attivandolo, il telefono spegne selettivamente i pixel a fascio largo e lascia solo quelli a fascio stretto, rendendo lo schermo illeggibile oltre i 45 gradi. Funziona bene su mezzi pubblici e in ufficio, anche se in alcuni test la protezione laterale non è risultata assoluta. Sul fronte luminosità, la cifra dichiarata di 2.600 nit non cambia rispetto al modello precedente, e diverse testate indipendenti hanno misurato valori reali più bassi in condizioni standardizzate. Resta un pannello ancora a 8 bit con FRC anziché nativo a 10 bit, un dettaglio che i più esigenti non mancheranno di notare.

Il chip che finalmente pareggia i conti con Apple

Il Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy è una versione overcloccata in esclusiva per Samsung, con core primario fino a 4,74 GHz. Nei benchmark single-core raggiunge per la prima volta la parità con i chip Apple, mentre nel multi-core li supera nettamente. La vapor chamber ridisegnata, più ampia del 15% rispetto al modello precedente, aiuta a contenere il throttling: nei test sostenuti su 20 cicli il calo di prestazioni è più contenuto che in passato, anche se il chip continua a scaldare e a perdere potenza dopo carichi prolungati intensi. Per l’uso quotidiano, però, la fluidità è totale e senza esitazioni.

Lo stesso taglio da sette generazioni

Qui si trova il compromesso più discusso del 2026: la batteria resta da 5.000 mAh, la stessa capacità del Galaxy S21 Ultra di cinque anni fa, mentre diversi rivali Android hanno ormai superato i 7.000 mAh. L’autonomia regge una giornata intensa ma nei test comparativi il Galaxy S26 Ultra si piazza dietro a più concorrenti diretti. La buona notizia è la ricarica cablata a 60 W, la più veloce mai vista su un Ultra, che porta il telefono da 1% a 100% in meno di un’ora; anche la ricarica wireless Qi2.2 a 25 W fa un balzo in avanti, sebbene manchino i magneti integrati per l’allineamento automatico.

Sette anni di aggiornamenti e un'AI più discreta

One UI 8.5 su base Android 16 è tra le interfacce Android più rifinite in circolazione, e quest’anno Samsung sceglie un approccio meno invadente sul fronte Galaxy AI rispetto alla generazione precedente. Tra le novità, Now Nudge propone suggerimenti contestuali (con risultati altalenanti secondo diverse testate) e Bixby integra Perplexity per ricerche più naturali. Il vero punto di forza resta l’impegno a lungo termine: 7 anni di aggiornamenti Android e patch di sicurezza, tra i migliori dell’intero mercato Android, fino al 2033.

Stesso hardware, aperture più generose

Il quadrupla fotocamera da 200 MP non cambia nella configurazione rispetto al modello precedente, ma guadagna aperture più luminose sul sensore principale (f/1.4, dal f/1.7) e sul teleobiettivo 5x periscopico (f/2.9, dal f/3.4), con benefici concreti in notturna. I punteggi fotografici restano però sostanzialmente invariati rispetto alla generazione precedente secondo i test comparativi indipendenti, segno che l’upgrade è più di rifinitura che di sostanza. Lo zoom fino a 100x resta un trucco di marketing più che uno strumento utile: oltre i 30x l’elaborazione AI introduce artefatti visibili. Su video, il nuovo Horizon Lock stabilizza le riprese come un piccolo gimbal, anche capovolgendo il telefono: la funzione più sorprendente del comparto multimediale.

Un flagship maturo, non una rivoluzione

Il Galaxy S26 Ultra resta il punto di riferimento Android per chi cerca un pacchetto completo: prestazioni ai vertici, display superbo con l’inedito Privacy Display, software rifinito e il miglior impegno di aggiornamenti del settore. A frenare l’entusiasmo restano una batteria ferma da anni e un comparto fotografico che, pur solido, non fa un vero salto in avanti. Il prezzo di listino resta tra i più alti della categoria, ma è sceso sensibilmente sul mercato italiano dai tempi del lancio. Per chi vuole il massimo delle specifiche e della privacy sullo schermo, è ancora il telefono Android da battere; chi cerca la batteria più capiente o la fotocamera più innovativa in assoluto può trovare alternative più convincenti tra i rivali cinesi.


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