Recensione Samsung Galaxy A26 5G: sei anni di aggiornamenti, ma bastano per convincere?
Scheda tecnica
Samsung Galaxy A26 5G
Display
- Super AMOLED
- 6,7 pollici
- fino a 120 Hz
- 2.340 x 1.080 px
Processore
- Exynos 1380
Memoria
- 6 / 8
- 128 / 256
- 1
Camera
- 50 MP f/1.8 Principale
- 8 MP f/2.2 Ultragrandangolo
- 2 MP f/2.4 Macro
- 13 MP f/2.2
Batteria
- 5.000 mAh
Sistema Op.
- Android 15 - One UI 7
- Aggiornamenti: 6 anni Android/One UI + 6 anni patch di sicurezza
Corpo
- IP67
- 164,0 x 77,5 x 7,7 mm
- 200 g
Reti
- 1
- nfc
- doppia nano-SIM


Samsung ha deciso di giocare una carta insolita per un telefono da meno di 200 euro sul mercato dell’usato di listino: la longevità. Il Galaxy A26 5G arriva con la promessa di sei anni di aggiornamenti Android e sei di patch di sicurezza, un impegno che fino a poco tempo fa era riservato solo ai flagship. Intorno a questa garanzia c’è un pacchetto hardware onesto ma senza slanci: display Super AMOLED da 6,7 pollici a 120 Hz, certificazione IP67, chip Exynos 1380 e batteria da 5.000 mAh. I compromessi però si vedono, e si vedono soprattutto nel comparto fotografico e nelle prestazioni sotto sforzo. Vediamo perché.
Vetro sì, ma solo davanti e dietro
Per essere un medio di gamma da fascia bassa, il Galaxy A26 fa un figurone al tatto: il retro non è più in plastica come sull’A25, ma in vetro Corning Gorilla Glass Victus+, presente anche sul fronte. Il telaio resta in plastica, ma è ben nascosto e il peso di 200 grammi su uno spessore di 7,7 mm restituisce una sensazione solida in mano. La vera sorpresa è la certificazione IP67, una prima assoluta per la sotto-serie A2x, che porta resistenza a polvere e immersione fin qui riservata a modelli più cari. Il design in sé è però conservativo: modulo fotocamere verticale ormai familiare, cornici ancora spesse e un notch a goccia che tradisce l’appartenenza a una fascia di prezzo più contenuta rispetto ai fratelli A36 e A56.
Un AMOLED onesto, non brillante
Il pannello è un Super AMOLED da 6,7 pollici, risoluzione FHD+ (2.340 x 1.080 px) e refresh rate fino a 120 Hz. Sulla carta è un ottimo spec sheet per la fascia di prezzo, e la fluidità nell’uso quotidiano non delude. Il punto debole emerso nei test indipendenti è la luminosità: attorno ai 1.000 nit dichiarati in modalità HBM, un valore che regge bene in ambienti interni ma lascia a desiderare sotto la luce diretta del sole, dove alcuni rivali della stessa fascia fanno meglio. Alcuni recensori hanno inoltre notato colori un po’ meno vividi e angoli di visione non ai vertici della categoria. Nulla che comprometta l’esperienza quotidiana, ma non è il punto di forza che ci si aspetterebbe da un pannello OLED.
Prestazioni sufficienti, non entusiasmanti
Sotto la scocca lavora l’Exynos 1380, lo stesso chip già visto sul Galaxy A35 dell’anno precedente e prima ancora sull’A54: un octa-core a 5 nm abbinato alla GPU Mali-G68 MP5. Nell’uso quotidiano — messaggistica, social, streaming — non si notano rallentamenti, e il gaming casual è gestito senza problemi. Sotto sforzo prolungato però il chip mostra il fiato corto: nei test di stress la CPU è scesa fino al 71% delle prestazioni teoriche, sebbene si sia mantenuta più stabilmente intorno all’80%. La GPU, al contrario, ha tenuto meglio con una stabilità del 99% nei test grafici prolungati. È un chip adeguato per l’uso quotidiano, ma chi cerca margine per il gaming pesante o per gli anni a venire dovrebbe guardare altrove nella stessa fascia di prezzo.
Capiente ma poco efficiente
La batteria da 5.000 mAh è generosa sulla carta, ma i test indipendenti raccontano una storia più sfumata: NotebookCheck l’ha collocata sotto la media della sua categoria per efficienza energetica, e PhoneArena ha osservato un’autonomia inferiore rispetto alla generazione precedente nonostante la capacità invariata. La ricarica cablata a 25 W resta lenta per gli standard 2026 — oltre un’ora e mezza per un ciclo completo — e non c’è alcuna forma di ricarica wireless. Da segnalare anche l’assenza dell’alimentatore in confezione, ormai prassi diffusa ma qui più penalizzante viste le prestazioni di ricarica già modeste. Chi cerca autonomia da record dovrà guardare altrove nella stessa fascia.
Il vero motivo per comprarlo
Qui si gioca la vera partita del Galaxy A26. Al lancio arriva con Android 15 e One UI 7, ma il dato che conta davvero è l’impegno dichiarato da Samsung: sei anni di aggiornamenti di sistema e sei di patch di sicurezza, fino al 2031. Una politica che nella fascia sotto i 300 euro non ha eguali diretti e che da sola giustifica buona parte dell’interesse per questo modello. Il pacchetto software include anche Awesome Intelligence, la versione ridotta della suite AI di Samsung, con funzioni come Object Eraser, Filtri personalizzati e Circle to Search di Google. Diversi recensori hanno però notato che la fluidità quotidiana non è perfetta, con qualche lag nelle app più pesanti. Resta comunque l’area in cui il Galaxy A26 si distingue davvero dalla concorrenza.
Il compromesso più evidente
Il comparto fotografico è dove il prezzo si fa sentire di più. Il sensore principale da 50 MP con OIS se la cava bene in buona luce, ma ultragrandangolo da 8 MP e macro da 2 MP sono aggiunte più di facciata che strumenti utili — la stampa internazionale li ha definiti convenienza più che valore reale. In condizioni di scarsa illuminazione la qualità cala sensibilmente, e il video resta fermo al 4K a 30fps, senza le opzioni più avanzate offerte da alcuni rivali diretti come il Poco X7 Pro o il Motorola Edge 50 Fusion. La fotocamera anteriore da 13 MP se la cava discretamente per selfie e videochiamate. Per scatti occasionali e social è più che sufficiente, ma chi cerca versatilità fotografica dovrà accettare dei limiti.
Per chi conta sulla durata, non sulle prestazioni
Il Samsung Galaxy A26 5G non vince per nessuna singola caratteristica hardware: il chip è adeguato ma non brillante, la fotocamera fa il minimo indispensabile, la batteria delude leggermente le attese. Vince invece per un motivo preciso: sei anni di aggiornamenti uniti a un design con vetro Victus+ e IP67 che pochi altri modelli offrono a questa cifra, soprattutto ora che il prezzo di strada è sceso sensibilmente sotto il listino di lancio. È la scelta giusta per chi vuole un telefono Samsung affidabile e supportato a lungo, magari per un uso non intensivo o come primo smartphone. Chi invece cerca il massimo in prestazioni, fotocamera o autonomia per la stessa fascia di prezzo troverà alternative più equilibrate, come il Motorola Edge 50 Fusion o il Poco X7 Pro.

