HUAWEI Pura 80 Pro: il cameraphone senza 5G che sfida i big, vale la rinuncia?

Scheda tecnica

Huawei Pura 80 Pro

Display

  • LTPO OLED
  • 6,8 pollici
  • 1-120 Hz
  • 2.848 x 1.276 px

Processore

  • Kirin 9020

Memoria

  • 12
  • 512

Camera

  • 50 MP f/1.6-4.0 Principale
  • 40 MP f/2.2 Ultragrandangolo
  • 48 MP f/2.1 Teleobiettivo macro
  • Sensore Ultra Chroma XMAGE multispettrale
  • 13 MP f/2.0 ultragrandangolo

Batteria

  • 5.170 mAh
  • 80W

Sistema Op.

  • EMUI 15
  • non dichiarati

Corpo

  • IP68 / IP69
  • 163 x 76,1 x 8,3 mm
  • 219 g

Reti

  • nfc
  • nano-SIM + nano-SIM

Design e Materiali8.6
Display8.9
Prestazioni6.7
Fotocamera8.6
Software6.3
Batteria7.2
Qualità/Prezzo6.8
Giudizio Finale
7.7

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Con il Pura 80 Pro, HUAWEI mette di nuovo la fotografia al centro di tutto: un sensore principale da 1 pollice con apertura variabile f/1.6-f/4.0 e tecnologia RYYB capace di raccogliere più luce dei sensori tradizionali. Attorno a quell’ottica c’è un flagship curato nei dettagli, con design “Grace of Glaze”, display LTPO da 6,8 pollici e ricarica a 100 W velocissima. Il prezzo da pagare, però, è alto in tutti i sensi: oltre ai 1.099 euro di listino, mancano il 5G e i servizi Google, mentre il chip proprietario Kirin 9020 resta indietro rispetto ai rivali Snapdragon e Dimensity. Vale comunque la spesa? Dipende molto da quanto la fotografia pesi nelle tue priorità. Vediamo perché, sezione per sezione.

Design "Grace of Glaze"

HUAWEI ha puntato su un linguaggio estetico elegante e riconoscibile: la scocca posteriore laccata gioca con luce e riflessi a seconda dell’angolazione, mentre il telaio in alluminio con superficie setosa migliora la presa. Il vetro Kunlun di seconda generazione promette resistenza superiore a graffi e cadute rispetto ai vetri tradizionali, e la certificazione IP68/IP69 copre sia l’immersione che i getti d’acqua ad alta pressione. L’elemento più ingombrante resta il grande modulo fotografico, che sporge vistosamente e rende il telefono meno maneggevole nell’uso prolungato: NotebookCheck lo descrive esplicitamente come “voluminoso e pesante in mano”. Il tasto Smart Controls laterale integra il lettore d’impronte e risponde al doppio tap per shortcut personalizzabili, una soluzione pratica anche se non tutti apprezzeranno l’abbandono del sensore sotto il display. Nel complesso, un oggetto premium ma pensato più per chi fotografa che per chi cerca leggerezza.

Display LTPO ad alta luminosità

Il pannello è un OLED LTPO da 6,8 pollici, risoluzione 2.848 x 1.276 pixel a 460 ppi, con refresh rate adattivo 1-120 Hz e copertura P3 vicina al 96-100% a seconda della modalità colore. La luminosità dichiarata di 3.000 nit ha prodotto risultati discordanti nei test indipendenti: NotebookCheck ha misurato punte fino a 3.864 nit in HDR, mentre Hardware Upgrade ha rilevato solo 1.210 nit in condizioni di luminosità media, un divario legato alle diverse metodologie di misura più che a un problema reale del pannello. La fedeltà cromatica è comunque solida, con un DeltaE medio intorno a 2 nella modalità Normale. Il PWM dimming ad alta frequenza (1.440 Hz) riduce il rischio di affaticamento visivo. Per streaming, foto e uso quotidiano il display convince, anche se alcuni rivali offrono bordi più sottili.

Prestazioni, il vero limite

Qui emergono i compromessi più evidenti del ban americano: il Kirin 9020, prodotto da SMIC a 7 nm, garantisce un’esperienza fluida nell’uso quotidiano ma resta nettamente indietro rispetto a Snapdragon 8 Elite Gen 5 e Dimensity 9500 nei benchmark sintetici. NotebookCheck lo definisce senza mezzi termini un “SoC fiacco”, con punteggi Geekbench multi-core inferiori del 130% circa rispetto ai rivali top di gamma, e prestazioni GPU deboli nei test grafici pesanti (appena 14 fps in Aztec Ruins High Tier 4K). Per il gaming impegnativo o l’editing intensivo il divario si sente, mentre per social, foto e navigazione l’esperienza resta scorrevole. Un punto a favore: la stabilità termica sotto stress è ottima, con il chip che regge bene i test prolungati senza cali vistosi. Chi cerca prestazioni al vertice guarderà altrove; chi privilegia fotocamera e display può soprassedere.

Autonomia nella media, ricarica da record

La batteria da 5.170 mAh offre un’autonomia che i test indipendenti definiscono “nella media della categoria”, non un punto di forza per un flagship di questa fascia: NotebookCheck registra circa 12 ore nel test WiFi, Hardware Upgrade circa 11 ore e mezza nel test overall. A bilanciare c’è una ricarica cablata da 100 W che porta il telefono da 0 a 100% in circa 35 minuti, con il caricatore incluso in confezione — una scelta sempre più rara tra i top di gamma. La ricarica wireless da 80 W è tra le più veloci disponibili oggi su smartphone. Manca però la tecnologia al silicio-carbonio adottata da diversi rivali, che avrebbe potuto spingere la capacità più in alto a parità di ingombro. Nel complesso, un’autonomia sufficiente per la giornata ma non memorabile, compensata da una ricarica davvero rapida.

EMUI 15 senza Google

Il vero spartiacque per molti utenti è qui: EMUI 15, basata sulla parte open source di Android 12, arriva senza Google Play Store né servizi Google preinstallati, sostituiti da AppGallery e, opzionalmente, da Aurora Store per accedere alle app più diffuse. Nell’uso quotidiano l’esperienza è più fluida di quanto ci si aspetti — social, banking e streaming funzionano bene — ma resta un passaggio di configurazione iniziale che allontanerà chi non vuole rinunce. Tra le funzioni AI più interessanti ci sono AI Gesture Control per comandi a distanza senza toccare lo schermo e AI Privacy Call, che rileva ambienti affollati e attiva una modalità di chiamata silenziosa. HUAWEI non dichiara ufficialmente il numero di anni di supporto per questo modello, anche se in passato ha confermato in generale 5 anni di aggiornamenti dalla fine del ciclo produttivo in Europa. Resta comunque il compromesso più difficile da ignorare per un dispositivo da oltre 1.000 euro.

Il sensore da 1 pollice è il vero protagonista

La fotocamera principale è dove HUAWEI gioca in un’altra categoria: il sensore da 1 pollice RYYB con apertura variabile f/1.6-f/4.0 e stabilizzazione ottica produce scatti con nitidezza e gamma dinamica eccellenti, sia di giorno che in notturna, grazie anche al sistema Ultra Chroma XMAGE multispettrale dedicato alla fedeltà cromatica. NotebookCheck conferma prestazioni di primo piano sul sensore principale, ma segnala anche un calo di qualità evidente su ultragrandangolo e teleobiettivo rispetto al modulo principale — un compromesso non da poco su un flagship di fascia alta. Il teleobiettivo macro da 48 MP con zoom ottico 4x si distingue per la messa a fuoco ravvicinata fino a 5 cm, ma resta più limitato dello Switchable Dual Telephoto della sorella Ultra. In video il Pro non spinge oltre il 4K, senza 8K né UHD sopra i 60 fps. Per la fotografia statica principale resta comunque tra le proposte più convincenti sul mercato.

Giudizio finale

Il Pura 80 Pro conferma che HUAWEI sa ancora costruire ottimi smartphone nel 2025-2026, nonostante le restrizioni commerciali in corso. Il sensore principale da 1 pollice è il motivo principale per considerarlo, affiancato da un design elegante e da una ricarica rapidissima. A frenare l’entusiasmo restano compromessi strutturali non piccoli: niente 5G, niente servizi Google nativi, un chipset Kirin 9020 sotto la concorrenza Snapdragon/Dimensity e un’autonomia nella media nonostante la batteria generosa. NotebookCheck lo riassume bene: consigliabile soprattutto agli appassionati disposti al compromesso, meno a chi cerca un’esperienza “senza pensieri” pronta all’uso. La sintesi è chiara: se la fotografia con il sensore principale è la tua priorità assoluta e sei disposto a configurare Aurora Store, è un acquisto sensato; se cerchi il miglior tuttofare senza rinunce, ci sono alternative Android più equilibrate allo stesso prezzo.


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